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Il vino fa parte della nostra tradizione contadina. Evoca un mondo genuino, fatto di affetti e rapporti solidali, di solidarietà e amicizia.
È il mondo descritto da Pierangelo Beccaro, che a quel patrimonio attinge per la sua attività di pittore, scultore e scrittore.
I suoi dipinti descrivono quest’innocenza e sono al tempo stesso un invito all’ottimismo e alla gioia di vivere.
La sua fiaba sul Raboso, che ha scritto e illustrato, può diventare un momento di socialità, riunendo amici in una cantina, magari davanti a una tavola imbandita, recuperando una tradizione orale, che rischia di andare perduta, allo stesso modo in l.cui le famiglie patriarcali si ritrovavano un tempo nelle stalle, per ascoltare i racconti.
Così ritorna, ad esempio, la figura del Mazariol, il folletto di campagna che animava le nostre fantasie di bambini.
Beccaro ha anche un altro grande merito. Quello di essere tra i fondatori della Confraternita del Raboso Piave, che svolge un ruolo fondamentale per promuovere questo vino di qualità, diffondendo storia e tradizioni delle terre del Piave.
Dalla sua terra ha imparato l’operosità, lo spirito di sacrificio, la tenacia che sono propri di questa gente.
Se il nostro Paese può vantare un patrimonio enogastronomico unico, che ha fatto conoscere il nostro made in Italy in tutto il mondo, è proprio grazie alla fatica e costanza dei nostri coltivatori e imprenditori, che hanno saputo coniugare la saggezza popolare con l’innovazione tecnologica.
Se vogliamo tutelare il nostro patrimonio enogastronomico dobbiamo difendere la tipicità e della territorialità dei nostri prodotti.
È una battaglia che mi ha sempre visto in prima linea e che sto portando avanti anche ora.
Per questo voglio ringraziare Pierangelo Beccaro e tutti gli amici della Confraternita per l’impegno prezioso per salvaguardare la storia del nostro territorio e la nostra identità.
Luca Zaia
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
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